Come si fa una degustazione di marijuana?

La cultura della cannabis è molto più estesa di quanto non creda chi non conosce questo universo. Lo svolgimento di una degustazione di marijuana a livello professionale è un’esperienza che vale la pena conoscere nello specifico per farti un’idea di cosa voglia dire davvero consumare questa pianta.

Gli assaggiatori di marijuana

La funzione dell’ assaggiatore di marijuana è simile a quella dell’assaggiatore di vini. Vale a dire, la persona che svolge questa attività deve assaggiare diverse varietà di cannabis, valutarne l’aspetto, l’aroma, il sapore e l’effetto, ma evitando che dia troppo alla testa per poter mantenere il giudizio professionale nell’assaggio successivo.

Conoscere le varietà

Anche se parliamo di “marijuana”, in realtà esiste un gran numero di varietà di questa pianta, con sfumature molto diverse sia per il palato sia per la mente. Pertanto, per fare una buona degustazione, è necessario conoscerle tutte e saper distinguere quelle che corrispondono di più alle aspettative create per quanto riguarda sapore ed effetto.

È necessario poi tenere in considerazione che la capacità di distinguere queste caratteristiche tra una grande quantità di varietà è singolare ed è riservata solo ad alcuni esperti.

L’aspetto

Il campione di marijuana che viene presentato in una degustazione deve avere un aspetto perfetto, deve essere quindi privo di semi, con una buona manicure e senza altri elementi che potrebbero alterare il sapore della cima. È molto importante che sia anche privo di funghi o piaghe.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’essiccazione corretta, per cui si controlla che, dopo essere stata compressa, la cima recupera il suo aspetto senza problemi.

Anche la quantità di resina che è possibile osservare nella cima è importante, perché dà informazioni sulla maturità e sul contenuto di cannabinoidi.

L’aroma

La cannabis può generare un’infinità di sapori e odori, a seconda della varietà. Per questo motivo, gli assaggiatori esperti stilano una classifica dei principali aromi che quest’erba può offrire.

Nel momento della degustazione, l’odore è giudicato in diversi processi:

  • Prima si valuta l’intensità dell’odore rilevato quando si apre il sacchetto o il barattolo in cui si trova la cima.
  • Si procede poi a grindare la cima, e questo è il momento in cui si noteranno tutti gli odori presenti nel campione. In questo punto vengono giudicati sia l’intensità dell’odore sia i diversi aromi percepiti.
  • È arrivato ora il momento di fumare la canna, l’odore rilevato deve essere il più simile possibile a quello notato al momento di grindare la cima. In questo momento, va assegnato un punteggio anche all’aspetto del fumo, sia al colore (se è bianco, indica che la pianta ha ricevuto le cure adatte e un’essiccazione eccellente) sia alla densità.
  • Un altro fattore da analizzare dopo aver fumato la canna è l’aspetto della cenere, essendo le ceneri di colore bianco quelle che riceveranno un giudizio più alto.

Per poter arrivare a conoscere queste sfumature, è indispensabile avere grande esperienza e conoscenza delle diverse varietà di marijuana esistenti. È inoltre necessario avere le risorse adatte per distinguere una varietà dall’altra.

Il sapore

La marijuana è una pianta che ha un ventaglio di sapori molto ampio. Per poter dare un giudizio positivo in questo aspetto, vengono analizzati i sapori dall’inizio alla fine della canna. Il campione di buona qualità sarà quello che, alla fine della canna, continua a impregnare le labbra di resina e a rilasciare sapore quando la si fuma.

Bisognerà evitare di presentare campioni che hanno ricevuto un eccesso di concimazione, perché questo farà sì che, durante la degustazione, l’assaggiatore cominci a tossire e noti sapori metallici. In questo caso, andranno sottratti punti al campione.

L’effetto

La marijuana può causare diversi effetti, a seconda delle caratteristiche di ogni pianta. In questo momento della degustazione saranno giudicate la velocità, la durata e il tipo di effetto che si ottiene da ogni campione.

Il campione che riceverà il miglior punteggio sarà quello che, nei primi tiri, offre un effetto rapido ed evidente, oltre che duraturo (anche se questo fattore può variare in base alla tolleranza dell’assaggiatore).

Come ultimo fattore abbiamo il tipo di effetto. Non possiamo dimenticare che esistono varietà sativa o indica, ciascuna con effetti molto diversi. Per questo motivo l’analisi va eseguita da un punto di vista imparziale, giudicando ciascun campione in base al tipo, e non in base al fatto che piaccia di più o di meno alla giuria.

Conosci la cultura della cannabis

Vuoi diventare un esperto della degustazione di marijuana? Inizia a raccogliere tutte le informazioni possibili sulle diverse varietà di questa erba e, soprattutto, esercitati sul riconoscimento dei diversi sapori, odori ed effetti che può causare all’organismo.

Essere un buon assaggiatore di cannabis richiede di investire molto tempo nella conoscenza e sperimentazione delle sensazioni causate da questa pianta. Una grande sfida che, senza dubbio, molte persone vorrebbero affrontare.

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Texto: @Sweet Seeds®